La trama di questo film ruota attorno il personaggio di Gógó, madre di un regista che ha appena presentato il suo ultimo film sulla bellezza della follia senile. Gógó è una simpatica e giovanile mamma/nonna che comincia a fare cose strane e a ritrovarsi in situazioni spassomanete illogiche per colpa di un Alzheimer che le verrà diagnosticato a breve. La proiezione di questo film è stata seguita dall'incontro con il regista Fridriksson, che con la sua autentica modestia ci ha rivelato che la trama ricalca esattamente cio' che è successo a lui, al punto che dovette aspettare che l'attrice invecchiasse insieme a sua madre per terminarlo. La storia di Gógó è bellissima, raramente al cinema ci si sofferma sui i sentimenti ed i pensieri degli anziani, la storia di una persona che arriva al suo termine, la storia di un qualcuno che ha vissuto e che pur consapevole di esser arrivata alla fine lotta per vivere "normalmente" fino alla rassegnazione finale che la libererà dall'impaccio corporeo concludendo il suo ciclo esistenziale e riconducendola a quell'amore perduto proprio per colpa della morte. Il modo in cui Fridriksson ci racconta tutto cio' fa quasi dimenticare la tristezza di esser arrivati al capolinea. Faccio fatica a parlare di questo film, perchè fondamentalmente è una storia molto bella, ironica e al contempo estremamente realista.lunedì 28 marzo 2011
Mama Gógó di Friðrik Þór Friðriksson 2010
La trama di questo film ruota attorno il personaggio di Gógó, madre di un regista che ha appena presentato il suo ultimo film sulla bellezza della follia senile. Gógó è una simpatica e giovanile mamma/nonna che comincia a fare cose strane e a ritrovarsi in situazioni spassomanete illogiche per colpa di un Alzheimer che le verrà diagnosticato a breve. La proiezione di questo film è stata seguita dall'incontro con il regista Fridriksson, che con la sua autentica modestia ci ha rivelato che la trama ricalca esattamente cio' che è successo a lui, al punto che dovette aspettare che l'attrice invecchiasse insieme a sua madre per terminarlo. La storia di Gógó è bellissima, raramente al cinema ci si sofferma sui i sentimenti ed i pensieri degli anziani, la storia di una persona che arriva al suo termine, la storia di un qualcuno che ha vissuto e che pur consapevole di esser arrivata alla fine lotta per vivere "normalmente" fino alla rassegnazione finale che la libererà dall'impaccio corporeo concludendo il suo ciclo esistenziale e riconducendola a quell'amore perduto proprio per colpa della morte. Il modo in cui Fridriksson ci racconta tutto cio' fa quasi dimenticare la tristezza di esser arrivati al capolinea. Faccio fatica a parlare di questo film, perchè fondamentalmente è una storia molto bella, ironica e al contempo estremamente realista.
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